alzare le mani PT.1
11/02/2010
-ti avevo detto di non alzare le mani.
-scusa.
-lo sai che puoi fare male alle persone. Sei grande, adesso.
-sì, lo so. Scusa.
-non devi chiedere scusa a me. Chiedi scusa al signore.
-scusi.
-e non piangere, dai. Mi scusi sa, mio figlio è un gran maleducato. Vero che sei un gran maleducato?
-non…
-non si preoccupi.
-smettila di piangere. Lei piuttosto, tutto bene?
-sì, non pensavo che passare fosse un così grande problema per suo figlio.
-è che soffre di tremendi sbalzi d’umore. Ogni volta che vede un uomo che passa diventa irascibile.
-ho notato. Anche io da piccolo avevo di questi problemi, sa?
-sì?
-una volta ricordo di aver piantato uno spillone nel polpaccio di mia madre mentre prendeva il tè con un’amica.
-caspita.
-Aveva urlato talmente forte che all’amica le era finito il cucchiaino di traverso.
-ah, mi spiace.
-sono cose che capitano.
-Io e mia moglie abbiamo provato di tutto, sa? Ora gli stiamo facendo vedere qualche vecchio film di John Woo per sfogare l’adrenalina.
-quale?
-ieri sera abbiamo visto “To hell with the devil”, vero piccolo?
-sì-
-mi sembra una pessima idea.
-dice?
-assolutamente. Sa come ha risolto mia madre i miei problemi con la rabbia?
-come.
-formiche.
-come?
-Mia madre prese un terrario, un grosso terrario con dentro un formicaio. Ed io imparai ad amministrarlo dando da mangiare alle formiche gli insetti moribondi che trovavo per casa e lei, mia madre, era molto contenta, diceva. Sapeva sempre dove buttare la buccia dei cachi.
-ma non mi dica.
-mi creda. Erano squisiti quei cachi.
-il caco non mi piace.
-scherza? Il caco è poesia.