la bestia

03/12/2010

Aveva fame di tutto. Aveva fame e spezzava qualsiasi cosa e se lo ficcava tra i denti. Quello che non poteva masticare lo faceva sciogliere in bocca, quello che non si poteva sciogliere lo rosicchiava e sputava per terra. Non parlava con nessuno, tutto quello che faceva era mangiare, mangiare, mangiare. Sulla schiena aveva due ganci di ruggine. Quando aveva finito di mangiare Lui lo trascinava su con dei cavi di ferro e una bacchetta e lo metteva in una gabbia. Allora dormiva, per non morire, anche se aveva fame ancora, e ancora fame. A volte si sentivano i ruggiti del suo stomaco squarciare l’intonaco del palazzo, che era nuovo di zecca. e Lui lo calava in piena notte così che potesse mangiare tutto ciò che voleva. Spezzava e mangiava, spezzava, mangiava e a volte sputava. Le sue orecchie erano a punta, una punta frastagliata, e muovevano velocemente verso il cibo. Il cibo che era ogni cosa, ovunque. Le sue orecchie si dirigevano nervosamente verso ogni cosa, ovunque, seguite dai denti. Poi Lui lo tirava su, poi giù, per duecento anni ancora, poi niente. Per sempre.

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